“Il mistero del Sutra del Loto” – Lezione 8 (Lezioni sul Sutra del Loto e Buddhismo di Nichiren)

A questo proposito ho pensato di presentarti tutto il V capitolo presente nella versione del Sutra del Loto lingua corrente curata da me ed edita da Myo Edizioni. Questo per dare la possibilità a tutti di poter davvero entrare all’interno di questo meraviglioso scrigno che il Buddha ci schiude davanti agli occhi. Sono sicuro che apprezzerai la profondità dell’insegnamento che ti troverai di fronte e la mia speranza è che tu possa davvero le riformare la tua vita in virtù anche di questo grandissimo insegnamento, comprendendo che nella realtà le differenze solo solo nei nostri occhi e nel nostro comportamento. Chiunque si avvicina all’insegnamento del Buddha deve comprendere che il Buddha stesso si manifesta nel mondo attraverso la nostra vita. Il Gohonzon si manifesta nel mondo attraverso la nostra vita, le nostre azioni è lì che il Gohonzon è manifesto, è lì che Gohonzon funziona – perdonami ho usato “funziona” che un’espressione che odio da morire – è lì che il Gohonzon prende il suo valore.

Nel Sutra del Loto, il Buddha ci dice anche chiaramente che ognuno di noi ha dentro di sé le sue potenzialità. Quindi ognuno di noi ha dentro di sé il seme di Buddha, e proprio come un seme è potenzialmente una pianta. Ma solo “potenzialmente”, vale a dire che non è che tutti siamo Buddha. Noi siamo potenzialmente dai Buddha. L’esempio del seme ti può aiutare benissimo: un seme è potenzialmente una pianta, però per diventare una pianta deve ricevere acqua, deve essere in un posto appropriato per la sua germinazione e via dicendo. Quindi capisci che c’è un lavoro [da fare]. C’è una credenza popolare che gira, secondo la quale noi tutti siamo dei Buddha. Ma allora se noi tutti fossimo dei Buddha, i telegiornali titolerebbero soltanto, “Trovato un fiore raro”, “Un grande insegnamento lasciato da…”; invece se tu ascolti qualsiasi tg, dalla politica in poi, vedi che l’uomo è veramente fuori di sé. Quindi noi abbiamo davvero le potenzialità per diventare degli eletti, per diventare quello che ognuno di noi vorrebbe essere, però tutti noi vogliamo la serenità ma pochi sono disposti a dare qualcosa di importante di se stessi per arrivare alla meta. Io dico sempre che è tutta una questione di che cosa sei disposto a fare, di che cosa sei disposto a dare per ottenere tutto questo. Nel Sutra del Loto poi il Buddha ci dice chiaramente che ognuno di noi ha dentro di sè questo seme, che è il Daimoku ovviamente (perché noi la affrontiamo dal punto di vista Nichirenista), e che noi alimentiamo attraverso la nostra recitazione. La nostra recitazione tuttavia deve darci la forza, deve darci l’aspirazione per portare alle persone il Daimoku, il Buddha, il Gohonzon, non la nostra scuola di appartenenza. Dal momento in cui noi ci impegniamo nella nella diffusione del Gohonzon o del Daimoku, dobbiamo fare molta attenzione ai motivi per cui lo facciamo. Lo facciamo perché così almeno avremo – o ci hanno detto che avremo – dei grandi benefici, o lo facciamo perché ci interessa davvero che questa persona abbia il Daimoku con la sua vita, che questa persona possa fare affidamento sul Daimoku, come tutti noi abbiamo fatto e facciamo nei momenti più bui? È questo il “dare” che ti fa “ricevere”; non è il “dare” perché così almeno hai fatto 300 shakubuku e sei un supereroe. La trasformazione avviene solo se si verificano poi determinate condizioni e siamo noi a creare ed alimentare quelle condizioni, con la nostra vita, con la nostra azione, con il nostro sincero desiderio di riuscire a manifestare probabilmente ciò in cui davvero è realmente crediamo o dovremmo credere. Quindi prima di passare alla lettura del V capitolo lascia che ti dica: abbi cura della tua vita e soprattutto delle parole che lasci nel mondo, perché queste hanno davvero la possibilità di trasformarsi nella vita e nella parola del Buddha. Adesso, il capitolo V, “La grande nuvola”.