“Indipendenti nel Sutra del Loto” – Lezione 11 (Lezioni sul Sutra del Loto e Buddhismo di Nichiren)

LEZIONE 11

Indipendenti nel Sutra del Loto

Ciao e ben ritrovato.

La guida di oggi esula un po’ dall’argomento del Sutra del Loto, ma evidentemente – a giudicare dalla quantità di messaggi e e-mail che mi sono arrivati – quello di oggi è un argomento molto importante. Tu sai che da un po’ di tempo a questa parte, sono ormai diversi anni, si fa un gran parlare di “movimento indipendente”. Molte persone si considerano indipendenti perché hanno lasciato la Soka Gakkai, o la Nichiren Shu, o altre scuole, si sono riunite e portano avanti la loro indipendenza. Mi avete chiesto a gran voce la mia opinione su questo e io sono qui per darla.

Partiamo da un presupposto. Quando si esce da un’organizzazione e ci si considera indipendenti vuol dire che prima eravamo consapevoli di essere dipendenti. Ma dipendenti da cosa? È questo il punto. Per imparare a camminare, lo sappiamo tutti, abbiamo bisogno di appigli ai quali attaccarci per non cadere. Aver imparato a camminare, però, non implica che non abbiamo più bisogno di appigli o punti fermi ai quali fare riferimento per non prendere strade sbagliate o, in questo caso specifico, interpretare male i vari insegnamenti. Per essere indipendenti poi bisogna avere davvero una grande conoscenza, non una grande esperienza. Si può avere una grande esperienza perché da trent’anni invochiamo il Daimoku, ma questo non vuole necessariamente dire che abbiamo anche una grande conoscenza della dottrina di Nichiren. Spesso poi – e questo essendo esseri umani, essendo questa l’epoca di Mappo (perdonami non è che lo dico io o l’ho inventato io) ciò che conosciamo è solo frutto di interpretazione di altri; e quando si passa da una particolare organizzazione a un’altra che segue (tra l’altro) la stessa dottrina, allora la nostra dipendenza si basa solo sul fatto che non frequentiamo più quella determinata scuola, quella determinata organizzazione, non che siamo indipendenti. Quindi il fatto di non frequentare più quella scuola non ci rende necessariamente indipendenti, non vuol dire che abbiamo maturato una nostra personale interpretazione, una personale interpretazione che deve essere per forza di cose nata da un profondo studio delle varie dottrine profuse dalle altre organizzazioni. Per avere una personale interpretazione bisogna conoscere perfettamente le interpretazioni delle altre organizzazioni o scuole, e solo in seguito seguire quella che sentiamo più nostra o più vera. Anche questa però ricordati che sarà soltanto una nuova interpretazione. Quindi a mio modo di vedere è inutile sbandierare indipendenze varie, perché bisogna prima essere indipendenti dalle nostre proprie convinzioni. Sono quelle le catene che ci legano, non altro, specialmente quando queste convinzioni sono frutto della nostra pigrizia, o – perché no – della nostra arroganza o di circostanze varie. Per conoscere a fondo le varie interpretazioni bisogna studiarle con l’atteggiamento giusto, bisogna studiarle con il cuore libero, non con l’occhio di chi già conosce ed è pronto a giudicare (“in questo ci posso credere perché mi sta bene”), perché questo filtro rende e renderà il tuo studio inutile. Andiamo un po’ più a fondo su questo fatto.