“La pratica del Sutra del Loto” – Lezione 10 (Lezioni sul Sutra del Loto e Buddhismo di Nichiren)

Prova a riflettere su questo punto. Se non sei disposto seriamente a riformare la tua vita in favore del Dharma, che è l’insegnamento del Buddha e in questo caso il Sutra del Loto, allora è come se tu stessi perdendo tempo. Come sempre ti ricordo di fare molta attenzione alle convinzioni che generalmente ognuno di noi ha, perché spesso proprio queste convinzioni non ci permettono di andare al di là. Spesso poi ci comportiamo anche “a specchio”: siamo abituati a vedere gli altri, a sentire gli altri che si comportano in un determinato modo e noi lo facciamo di conseguenza. Questo che cosa comporta? Comporta che inevitabilmente arriviamo al punto di dire ciò che non pensiamo, comportarci in un modo che non è “nostro”, in un modo che non ci appartiene. A cosa porta questo? È come se ci cucissimo addosso una vita che non è la nostra, ma una vita che stiamo ereditando dagli altri – magari anche persone più carismatiche, magari anche persone più avanti di noi sulla pratica, ma non noi.

Il Buddismo si sviluppa dentro di noi, si sviluppa cercando di riflettere e vivere una vita attenta, una vita che è svolta allo scopo di portare questo meraviglioso insegnamento del Buddha – in questo caso il Sutra del Loto – alle persone. Non serve andare da uno sconosciuto e parlargli del Daimoku – o peggio ancora dargli un bigliettino con il Daimoku scritto sopra – e dirgli recita Nam Myoho Renge Kyo e tutto cambierà. Se anche da una parte questo è vero, dall’altra ricorda che è una storpiatura, è una forzatura. Il Daimoku, la liturgia che noi invochiamo tutti i giorni davanti al Gohonzon, deve essere – ed è – la benzina, il combustibile per riuscire ad andare al di là dei nostri limiti, per riuscire a fare ciò che solitamente non riusciamo a fare o ad avere.