Nichiren fu il primo ad invocare Nam Myoho Renge Kyo?

Fonte: Origins of the Daimoku by Robin Beck

Molti ritengono che Nichiren sia il Buddha originale di Kuon Ganjo (il passato senza inizio) perché pensano che lui e solo lui abbia rivelato Nam Myoho Renge Kyo, la Causa Originale del Risveglio. Dall’altra parte, alcuni oppositori sostengono che Nichiren non abbia insegnato un autentico buddismo perché la sua pratica non è radicata nel Dharma.

fonte: SA 13 Bro

fonte: SA 13 Bro

“Molto presto la mattina del 28 Aprile del 1253 ha invocato Nam-myoho-renge-kyo per la prima volta, fornendo così la chiave a tutte le generazioni future per sbloccare il tesoro dell’illuminazione nascosto nei loro cuori.” (La vita di Nichiren Daishonin – SGI European Study Web Site)

“Tornando al Seicho-ji, egli invocò Nam-myoho-renge-kyo per la prima volta nella la mattina del 28 aprile del 1253, cambiando il suo nome in Nichiren (Sole-Loto).”   Il risveglio di Nichiren Daishonin – sgi-sa.org

Leggendo questo, molti potrebbero avere l’impressione che quella mattina del 1253 fosse la prima volta che qualcuno, in qualsiasi parte del mondo, invocasse Na Mu Myo Ho Ren Ge Kyo.

La dottoressa Stone, ha scritto:

“Il ventottesimo giorno del quarto mese lunare nel quinto anno di Kencho (1253), la mattina del suo primo sermone pubblico, Nichiren si alzò prima dell’alba, salì sul Monte Kasagamori nella provincia di Awa e, rivolto verso il sole nascente sopra l’Oceano Pacifico, invocò “Namu-myoho-renge-kyo” per la prima volta. Molte persone, sia buddisti di tradizione Nichiren che appartenenti ad altre tradizioni, hanno evidentemente inteso che non solo Nichiren stesso invocò il daimoku per “la prima volta”, ma anche che fosse la “prima volta” che qualcuno lo invocasse.”

Molte persone sono ancora confuse al riguardo.

Nichiren scrisse ne “L’entità della legge mistica” (“Totaigi Sho”):

Eppure anche questi grandi maestri [Nan-yueh e T'ien-t'ai] recitarono Nam-myoho-renge-kyo come pratica privata e nei loro cuori capirono che queste parole erano la verità. (Scritti di Nichiren Daishonin, volume 9)


Si potrebbe pensare che Nichiren parlasse metaforicamente. Ma egli fornisce specifici esempi che possono essere verificati. Per esempio, attribuisce a Saicho (conosciuto anche come Dengyo Daishi (767–822), fondatore della scuola Tendai) il merito di aver portato il mantra Namu Myoho Renge Kyo in Giappone dalla Cina. Nichiren scrisse:

“…il documento riguardante il voto preso dal Gran Maestro Dengyo sul letto di morte porta le parole Namu-myoho-renge-kyo.”

kukai-saichoIl Shuzenji-ketsu (Trasmissioni al Tempio Hsiuch’an-ssu) è un archivio delle trasmissioni orali ricevute da Saicho durante il suo viaggio in Cina. Si legge, in un estratto:

“La ‘triplice contemplazione in un solo pensiero, come compreso nel contenitore Dharma’ è proprio Myoho-renge-kyo …. Al momento della morte, si dovrebbe cantare Namu-myoho-renge-kyo. Attraverso l’opera dei tre poteri del Meraviglioso Dharma [successivamente spiegati in modo molto dettagliato come i poteri del Dharma, del Buddha, e della fede], si è in grado di raggiungere la saggezza illuminata e al tempo stesso di non ricevere un corpo vincolato da nascita e morte.”

Nichiren scrisse ne “L’entità della legge mistica” (“Totaigi Sho”):

Così il Gran Maestro Nan-yueh impiega le parole Nam-myoho-renge-kyo nel suo Hokke sempo [Metodo del pentimento del Sutra del Loto] e il Gran Maestro T’ien-t’ai usa le parole Nam-byodo-daie-ichijo-myoho-renge-kyo ["Devozione all'unico veicolo Myoho-renge-kyo, l'unico veicolo dalla imparziale saggezza"], Keishu-myoho-renge-kyo [“Chino la testa davanti a Myoho-renge-kyo"] e Kimyo-myoho-renge-kyo [“Dedico la mia vita a Myoho-renge-kyo].

tientai“Hokke Sempo” è un altro nome per il “Fa-Hua San-Mei Chan-I” e in realtà è attribuito a Chih-I (T’ien-t’ai, 538-597 d.C.). Il “Fa-Hua San-Mei Chan-I” è stato tradotto da Peter Johnson come Samadhi della Confessione del Sutra del Loto. Johnson scrisse:

“Quest’opera, scritta da Chih-I, descrive la sua pratica liturgica di fede. [...] Questo fondamentale lavoro descrive l’oggetto di culto che è poi stato pittoricamente rivelato come il Gohonzon di Nichiren. Questo è anche il primo lavoro che esprime il mantra [Nam Myoho Renge Kyo] successivamente promulgato da Nichiren. “

Nichiren ha anche scritto:

Questo mandala non è in alcun modo una mia invenzione. È l’oggetto di culto che raffigura il Budda Shakyamuni, l’Onorato dal Mondo, seduto nella torre preziosa del Budda Molti Tesori… (Il reale aspetto del Gohonzon)

Quindi qui abbiamo sia l’Honzon che il Daimoku insegnati dalla scuola cinese TianTai, come parte di una pratica di confessione di 21 giorni, nel VI secolo dell’era attuale, circa 600-700 anni prima di Nichiren.

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Eppure, ci sono alcuni che considerano Nichiren come l’inventore di qualcosa completamente nuovo. Per alcuni, questo è forse una sincera forma di reverenza. Altri, i “supersecessionisti” della Soka Gakkai, vorrebbero che questa forma di Buddhismo prendesse le distanze da quello tradizionale; e per non pochi, c’è un elemento di nazionalismo giapponese in questo pensiero.

Josei Toda (1900-1958) è stato un leader della Soka Gakkai, ma era anche un forte sostenitore del “supersecessionismo”. Le sue “Lezioni sul Sutra” sono fonte di molta confusione e credenze errate. Egli ha dichiarato:

“Ci sono due principali correnti del buddismo nella storia dell’umanità. Uno è quello che viene generalmente chiamato il Buddismo di Shakyamuni e l’altra il Buddismo di Nichiren Daishonin. Quest’ultimo è conosciuto come il vero buddismo, dato che si distingue dal precedente.”

Ma questo è in contrasto con l’intento espresso da Nichiren e alimenta chi sostene che la pratica di Nichiren non sia Buddha Dharma autentico. Come ha scritto la dottoressa Stone:

“… Nichiren stesso non ha la pretesa di aver dato origine alla pratica dell’invocazione del titolo del Sutra del Loto, e di fatto ha insistito che i maestri buddhisti del passato l’avevano invocato prima di lui.”

Alla fine del Totaigi Sho, Nichiren spiega perché i maestri del passato avevano mantenuto segreto questo mantra:

Le ragioni sono due. Anzitutto non era ancora arrivato il tempo appropriato e, in secondo luogo, non erano le persone incaricate di svolgere questo compito.
I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo che costituiscono la grande pura Legge saranno ampiamente diffusi nell’Ultimo giorno della Legge. E i grandi bodhisattva scaturiti dalla terra, numerosi come i granelli di polvere di migliaia di mondi, sono coloro che ricevettero l’incarico di diffonderli. Per questo Nan-yueh, T’ien-t’ai e Dengyo, anche se nei loro cuori avevano compreso la verità, lasciarono il compito di diffonderla alla guida e maestro dell’Ultimo giorno e si astennero dal farlo personalmente. (Scritti di Nichiren Daishonin, volume 9)